Arsenico: come gestiamo la questione

Arsenico: come gestiamo la questione

UN’OSSERVAZIONE GENERALE

La sicurezza del cibo è una questione complessa e delicata perché riguarda direttamente il benessere e la salute di ognuno e perché è direttamente dipendente da fattori ambientali, sociali e culturali.

Nel nostro piccolo crediamo che il modo più efficace per farsi carico della questione della sicurezza legata alle produzioni alimentari sia quello di valutare la sicurezza di tutto il contesto in cui ogni determinata produzione viene realizzata. Per questo poniamo molta attenzione nella scelta delle aziende con le quali collaboriamo e il nostro modo per affrontare la questione della sicurezza consiste nell’affrontarla in modo sistematico e all’origine.

Conosciamo e valutiamo molte aziende, e tra queste scegliamo di lavorare con quelle dove riscontriamo un radicato senso di responsabilitàcompetenza da parte del titolare. Chi è direttamente implicato nella produzione e nelle scelte produttive ha gli strumenti, sia per una completa analisi dei rischi, sia per affrontare in modo efficace i problemi quando si presentano e porvi rimedio.

Le aziende situate nelle aree soggette ad eccessive concentrazioni di arsenico nelle acque hanno verificato e documentato a Zolle, già da tempo, la salubrità dei loro processi produttivi: i produttori stessi, quando si è riscontrata una criticità reale, in prima persona vi hanno posto rimedio, sovente prima che il problema fosse sollevato a livello istituzionale o soggetto a specifici controlli sanitari.

Dopo l’uscita delle inchieste allarmanti comunicate venerdì dalla stampa, relative alla concentrazione di arsenico nel viterbese, abbiamo verificato di nuovo, nel dettaglio e con ciascuna delle aziende potenzialmente interessate, i rischi relativi a tutta la produzione. Siamo quindi in grado di presentare un resoconto dettagliato, azienda per azienda, della salubrità delle acque laddove questa interessi il processo produttivo.

UNA PER UNA LA SITUAZIONE DELLE AZIENDE CON CUI LAVORA ZOLLE NEL VITERBESE

  • Freschi di Forno

laboratorio e forno a Graffignano: acqua potabile

  • Poder Riccio

laboratorio e macelleria ad Acquapendente: acqua potabile

  • Fattoria Lucciano

allevamento e caseificio a Civita Castellana:  utilizza pozzo aziendale con valori entro la norma, ma ha comunque installato un sistema di filtraggio

  • Filogea

laboratorio a Viterbo: da più di 3 anni filtra tutta l’acqua

  • Fornovecchino

mulino e laboratorio a Montefiascone: installato sistema di filtraggio da più di un anno anche se l’acqua normalmente ha valori entro la norma

  • Craba

laboratorio a Civita Castellana: l’acqua è nei parametri per le operazioni di pulizia del laboratorio, l’acqua non viene utilizzata per la preparazione di nessun alimento

  • Deangelis

laboratorio (dove viene prodotta lola) a Civita Castellana: non utilizzano acqua; anche per il lavaggio dei macchinari utilizzano solo olio di girasole

  • Fattoria Faraoni

caseificio a Sutri: installato sistema di filtraggio anche se utilizzano per l’approvvigionamento il pozzo aziendale con acqua potabile

  • Consorzio del Coniglio Verde Leprino

allevamenti a Viterbo: l’acqua è nei parametri delle acque ad uso alimentare e decisamente sotto i parametri stabiliti per gli allevamenti