Benvenuto Volzone!

Benvenuto Volzone!

Il signor Gerardo Volzone è un signore d’altri tempi e, con la cortesia e il calore propri di un altro tempo, ci accoglie nella sua azienda che si trova in parte nel comune di Serre e in parte nel comune di Eboli a poca distanza dal Parco Nazionale del Cilento. Intorno ai suoi terreni il paesaggio è suggestivo: da una parte il mare, dall’altra le montagne e intorno terreni coltivati e pascoli in cui camminano lente le bufale. Qui, l’unico a coltivare alberi da frutto è lui. “Ad oggi, sul mio terreno crescono quasi 9000 alberi. Tutti i terreni sono attraversati da due fiumi che ne garantiscono una fertilizzazione costante e naturale “le mie terre sono un po’ come la Mesopotamia” ci dice ridendo il signor Gerardo.



La storia del signor Gerardo è un po’ diversa rispetto a quella delle aziende con cui di solito lavoriamo.
Volzone, infatti, non viene da una famiglia di agricoltori, ma fare il contadino era il suo sogno. Per anni, ha fatto altri lavori aspettando il momento giusto e, appena è stato possibile, ha acquistato la terra e ha iniziato a piantare alberi. All’inizio solo pochi ettari a cui anno dopo anno se ne sono aggiunti altri e altri, fino ad arrivare ai 9 ettari attuali, tutti coltivati con alberi da frutto: pesche Nettarine, albicocche, susine Santa Rosa, una varietà antica, anzi, come lui stesso sottolinea con orgoglio, “antichissima e profumatissima”. Nel 2010 poi, l’azienda si è convertita al biologico e dopo tre anni è arrivata anche la certificazione.

Mentre passeggiamo, il signor Gerardo ci racconta il suo lavoro, ci parla delle albicocche re-innestate quest’anno e delle nettarine, che di solito raccoglie già da inizio maggio, ma che quest’anno sono arrivate un po’ in ritardo. “Le raccolgo in più riprese, in genere ci vogliono 6 o 7 passaggi, cominciamo dalla cima dell’albero e poi, mano a mano, scendiamo a raccogliere quelle sui rami più bassi, questo perchè i frutti non maturano tutti nello stesso momento ma ognuno ci mette il suo tempo e noi cerchiamo di rispettarlo”.


Chiediamo a Gerardo come è stato iniziare da zero, come ha imparato a curare la terra  “la mia principale maestra è stata l’esperienza” risponde. “Ho imparato giorno per giorno, lavorando. E’ stato un lavoro duro e faticoso ma ne sono molto orgoglioso. Ora ho un altro sogno” ci racconta, sorride e non parla per lasciarci un po’ in attesa di scoprire quale sia “mi piacerebbe coinvolgere mia figlia in azienda, lavorare insieme e condividere con  lei questo progetto. Gli altri figli, hanno studiato cose diverse e si sono sistemati, ma lei studia biologia e, forse, potrebbe decidere di rimanere a lavorare con me, ne sarei felice.”