630 scatole. 3.800 kg di frutta. Sei mesi di frutta, storie e filiere.

630 scatole. 3.800 kg di frutta. Sei mesi di frutta, storie e filiere.

In questi primi sei mesi dell’anno, le vostre pause e le vostre giornate di lavoro sono state accompagnate da circa 3.800 kg di frutta.

Un numero enorme, che già così un po’ impressiona.

Ma i numeri raccontano solo una parte di questa storia.

Ce n’è anche un’altra, fatta di luoghi, stagioni e persone. Vogliamo condividerne con voi un pezzettino.

Questa estate non è per niente semplice per chi coltiva.
Il caldo intenso e la scarsità d’acqua hanno reso molto difficile la raccolta della frutta estiva.

In molte aziende si è dovuto cominciare a lavorare prima dell’alba, cercando di approfittare delle ore più fresche della giornata.

Le alte temperature hanno spesso accelerato la maturazione di molte varietà e, in diversi territori, hanno ridotto la dimensione dei frutti. In molti casi è stato necessario dare più acqua alle piante, con un aumento dei costi che ha raggiunto anche il 30%.

Michelina, che coltiva alberi da frutto in Abruzzo, qualche settimana fa ci ha detto: «Non ci stiamo capendo nulla!»
La sua varietà di albicocche Flavor Cot, che normalmente inizia a maturare intorno al 20 giugno, quest’anno è arrivata con grande anticipo. Il caldo ha fatto accavallare le varietà e il raccolto è stato meno della metà di quello dell’anno precedente.
Anche Giovanni Galante e i suoi fratelli, che coltivano alberi da frutto a Marina di Ginosa, nella Murgia tarantina, hanno dovuto fare i conti con una stagione difficile.
Giovanni è preoccupato per l’acqua. E il caldo porta con sé anche un altro problema: i parassiti sono più numerosi e più difficili da tenere sotto controllo, soprattutto quando si coltiva in biologico.
Per proteggere le piante dal caldo intenso, Giovanni ricorre all’acqua e al caolino, una sorta di camicia bianca che aiuta gli alberi a difendersi dall’afa.
Anche gli agricoltori che sono nel Lazio, Favaro e Caramadre, ad esempio, sono preoccupati per l’acqua e per i raccolti.

Tutto questo per raccontarvi un pezzetto di storia della quale, ormai da anni, anche voi siete parte.

Siete con noi un pezzo importantissimo di questa filiera fatta di piccole aziende agricole che hanno a cuore la terra.

Ogni volta che mangiate una mela, un grappolo d’uva o una pera, sostenete il lavoro di chi coltiva senza avvelenare la terra, date valore a chi paga il lavoro e contribuite a costruire filiere più giuste, oneste e pulite.
Per questo, prima di fermarci per la pausa estiva, volevamo dirvi grazie.

Grazie.

Grazie perché, settimana dopo settimana, siete parte di questo progetto che nel suo piccolo fa circolare per Roma frutta e verdura buone per le persone, i territori e l’ambiente.

Ora ci prendiamo una pausa per le vacanze.
Buona estate e a presto!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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