Eravamo pronti. Le Calende avevano previsto tutto

Eravamo pronti. Le Calende avevano previsto tutto

La frutta che trovi nella tua Zolla o nei nostri negozi arriva spesso dai fratelli Galante.

L’azienda si trova a Marina di Ginosa, tra la Basilicata e la Puglia, nella Murgia tarantina. Qui gli alberi da frutto crescono a poca distanza dal mare, in terreni sempre esposti al sole.

Vito, Giovanni e gli altri fratelli vengono da una famiglia di contadini. Per qualche anno hanno intrapreso altre strade, poi hanno scelto di tornare a lavorare la terra.

In questo periodo dell’anno sentiamo spesso Giovanni. In una delle nostre chiacchierate gli abbiamo chiesto:

“Allora, Giovà… come sta andando?”

Questo è quello che ci ha raccontato.

“Quest’anno le difficoltà sono state tantissime: il caldo, gli insetti, il cambiamento climatico che si fa sentire ogni anno di più.

Mentre ti parlo sto annaffiando il caco-mela, che ha caldo e sta soffrendo la sete.

Qualche giorno fa gli ho dato il caolino. Serve a proteggerlo da questa afa. È un po’ come se gli avessi messo una camicia bianca. La stessa che porto io mentre lo annaffio.

I cachi inizio a raccoglierli a metà settembre, in genere dal 15 in poi. Sono frutti che maturano sulla pianta, non come certi che si trovano nei supermercati, raccolti acerbi e poi fatti maturare con l’anidride carbonica. Quando li mordi, la differenza la senti.

Io poi ho il mio comitato speciale d’assaggio: mia moglie e mia figlia. Sono loro che decretano ufficialmente come sta andando.

Alla fine, comunque, non mi lamento. La stagione non è andata male, anche se abbiamo dovuto affrontare momenti difficili con la vite, gli olivi e con le albicocche, che quest’anno non abbiamo proprio raccolto.

Alla fine, se ci pensi, quello che conta davvero è la salute. Per le piante come per le persone. Per l’ambiente, per tutto.

Se si è forti e sani, forse possiamo dire in armonia, si riesce a resistere meglio alle crisi e alle difficoltà che possono venirci incontro.

E allora io penso che il mio principale lavoro sia proprio questo: fare in modo che i miei alberi siano forti, che abbiano il nutrimento di cui hanno bisogno grazie a una terra viva e sempre più fertile e che abbiano acqua a sufficienza. E speriamo di non avere troppi problemi con l’acqua, perché l’estate è ancora lunga!

In ogni caso, nonostante l’afa, l’umidità alle stelle e il tempo che fa cose un po’ matte, noi eravamo abbastanza pronti.

Le Calende avevano previsto tutto!

C’è chi non ci crede. Sono un metodo antico, una pratica di altri tempi che mescola sacro e profano. Servono ad avere un’idea del tempo che farà.

Funzionano in questo modo. Si osserva il meteo dal 1° al 12 dicembre, poi si fa una pausa il 13, per Santa Lucia, e si ricomincia dal 14 al 25.

Nella prima parte del mese si va da gennaio a dicembre; dal 14 in poi si conta al contrario, da dicembre a gennaio. Si segna ogni giorno il tempo che fa e, se le due osservazioni coincidono, allora, secondo la tradizione, quello sarà il tempo di quel mese.

Io l’ho imparato dagli anziani del posto.”

La prossima volta che aprirai la tua Zolla e troverai la frutta dei fratelli Galante, forse penserai un po’ anche a Giovanni. Al gran caldo di questi giorni, al caolino che protegge i suoi alberi come una camicia bianca e alle Calende che, almeno finora, sembrano aver predetto per filo e per segno il tempo che fa.



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