14 Gen Casa. Siamo ospiti o proprietari?
Casa. Siamo ospiti o proprietari?
Abbiamo mai pensato alle presenze che abitano le nostre case? No, non si tratta di fantasmi o entità spettrali, ma di formiche, mosche, zanzare, dermestidi, artropodi, acari, qualche roditore e molto altro ancora. Quando pensiamo a “casa nostra”, di solito immaginiamo una costruzione statica, forte e sicura, il cui volto cambia insieme ai nostri gusti. In realtà, considerando anche tutti gli altri ospiti delle “nostre” case, ci renderemo conto di rappresentare una minoranza. E di non avere, su di esse, alcun potere esclusivo. Così come noi, vivendo, modifichiamo le nostre case, anche i piccoli invisibili altri abitanti rosicchiano, scavano, costruiscono, trasformano.
Chi ha paura dei topi?
Accese un fiammifero e, sollevato il coperchio della botola, lo lasciò cadere giù nel buco. Per un attimo io vidi: in una specie di caverna, un frenetico brulichio di forme nere, accavallantisi in smaniosi vortici.
(Dino Buzzati, I topi in Sessanta racconti)
Il grazioso sorcetto che compare nell’incipit de I topi, racconto breve di Dino Buzzati, non è nulla a paragone delle “bestiacce” che lo seguiranno. Con l’abilità che gli è peculiare, Buzzati riesce a inscenare un vero e proprio incubo: l’inarrestabile invasione dei topi. Anzi: “topacci, ratti, pantegane” che si riveleranno impossibili da debellare e condurranno alla rovina gli umani (non più) padroni di casa. Con questo racconto, l’autore porta alle estreme conseguenze una lezione che non può mai dirsi totalmente appresa: l’essere umano non è l’unico abitante del pianeta, e forse la sua “tana” non è poi tanto più sicura o diversa dalle innumerevoli tane delle altre specie.
Animali senza tana
Il racconto di Buzzati capovolge il reale rapporto di potere che esiste fra la specie umana e le altre. Tuttavia, offre l’occasione di ripensare, per contrasto, al drastico squilibrio che l’impatto antropico ha causato nei rapporti fra le specie. Siamo nel corso di quella che è stata definita la sesta estinzione di massa. Le prime cinque, cosiddette “big five”, vengono riscoperte proprio ora che, curiosamente, potremmo causarne una nuova. Solo negli ultimi dieci anni, le specie estinte ammontano (almeno) a 160 con un tasso di estinzione mille volte superiore a quello naturale. Eppure, secondo lo zoologo Maurizio Casiraghi, “non possiamo più permetterci di pensare che la salvezza dell’uomo non sia anche la salvezza di tutte le altre specie viventi”. Così spiega: “Noi esseri umani siamo diventati tanti e molto ingombranti e gli effetti dell’antropizzazione stanno modificando fortemente il mondo circostante”.
A essere messo in grave difficoltà è il mondo che ci circonda da vicino, “quello in cui siamo immersi, a cui siamo intimamente legati”, in una parola: la casa che tutti condividiamo, umani e non. Per preservarla serve una rivoluzione.
Consigli di lettura:
- Dino Buzzati, Sessanta racconti, Mondadori 2016
Pubblicati per la prima volta nel ‘58, i Sessanta racconti costituiscono una vera e propria summa della poetica visionaria di Buzzati - Massimo Zamboni, Bestiario selvatico. Appunti sui ritorni e sugli intrusi. Illustrazioni di Stefano Schiaparelli, La Nave di Teseo, Milano 2023
Istrici, nutrie, lupi, sciacalli, tartarughe: questo bestiario prende la forma di un’archeologia della memoria, della presenza e dell’assenza di quei selvatici che, destituiti dalle fiabe, cambiano insieme alle loro case compromesse - Maurizio Casiraghi, Sempre più soli. Il pianeta alle soglie della sesta estinzione, Il Mulino, Bologna 2023
Siamo di fronte a un’altra estinzione? Cosa comporta realmente la scomparsa della biodiversità? E in che modo il destino delle altre specie è inscindibile da quello dell’umanità? Tutte queste domande trovano risposta in Sempre più soli, che unisce all’accuratezza una grande chiarezza espositivo: libro divulgativo, ma capace di affrontare i problemi della contemporaneità
Parole Rivoluzionarie. Dieci parole noiosette che nascondono un lato sovversivo
Claudia Marsulli, dottoranda dell’Università La Sapienza di Roma ha cercato per noi il lato sovversivo (nemmeno così nascosto) di ciò che si fa attendere, gira, si ripete, torna. È nato così un piccolo abbecedario digitale e rivoluzionario intessuto di riferimenti letterari, consigli di lettura e spunti di riflessione.
L’Abbecedario Rivoluzionario è stato realizzato nell’ambito del dottorato in Scienze del Testo (PON: Dottorati Green).
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