01 Giu Frutta e verdura di stagione a Roma: ciliegie, pesche, albicocche e pomodori
Frutta e verdura di stagione a Roma: ciliegie, pesche, albicocche e pomodori
Giugno è uno dei mesi più generosi dell’anno. Le nostre spese a casa si riempiono di colori e i banchi del fresco dei negozi di Libia e Monteverde cambiano volto ogni settimana. Arrivano le ciliegie, le albicocche, le prime pesche e le nettarine. Cominciano a comparire i peperoni, i cetrioli diventano protagonisti delle cene estive e i pomodori iniziano finalmente a esprimere tutto il loro potenziale.
Per chi ama mangiare frutta e verdura di stagione, giugno è uno dei momenti più belli dell’anno. Non solo per l’abbondanza, ma soprattutto per la straordinaria varietà di sapori, forme e colori che la natura mette a disposizione.
Quale frutta e verdura è di stagione a giugno?
Tra i prodotti che troviamo più facilmente a giugno ci sono, ad esempio:
Frutta di stagione a giugno
- ciliegie
- fragole
- albicocche
- pesche
- nettarine
- melone
Verdura di stagione a giugno
- pomodori
- cetrioli
- peperoni
- zucchine romanesche, tonde e gialle
- melanzane scure, striate e bianche
Ma fermarsi ai nomi generici significa raccontare solo una parte della storia.
Dietro ogni prodotto di stagione ci sono tante varietà
Quando si parla di frutta e verdura di stagione spesso si compilano semplici elenchi. Ciliegie. Albicocche. Pesche. Pomodori.
La realtà, però, è molto più ricca. Le ciliegie, ad esempio, possono essere Ferrovia oppure Bigarreau Moreau. Le albicocche sono tantissime possono chiamarsi Ninfa o Rubista così come le pesche e le nettarine. I pomodori possono essere Costoluti, Cuore di Bue, Datterini, Ciliegini, Piccadilly…
Dietro ciascuna di queste varietà si nascondono caratteristiche diverse: cambiano il sapore, la consistenza, il profumo, la produttività e persino il modo in cui la pianta reagisce al clima e al terreno.
È proprio questa ricchezza che rende così interessante mangiare seguendo le stagioni e privilegiando frutta e verdura di piccole e medie aziende agricole che coltivano diverse varietà.
Secondo la FAO, nell’ultimo secolo è andata perduta una parte significativa della diversità genetica delle colture agricole. Non significa che siano scomparsi pomodori, albicocche o ciliegie, ma che molte varietà tradizionali sono state progressivamente sostituite da poche cultivar standardizzate. Ogni varietà custodisce invece caratteristiche preziose: sapore, profumo, resistenza alle malattie, adattamento ai diversi territori e capacità di affrontare condizioni climatiche sempre più imprevedibili.
Più varietà in campo assicurano un’agricoltura più resiliente. Alcune varietà maturano prima, altre più tardi. Alcune resistono meglio alla siccità, altre tollerano meglio la pioggia o particolari caratteristiche del terreno. Ciascuna, risponde in maniera diversa agli attacchi dei parassiti o ad una stagione particolarmente siccitosa o piovoso.