14 Lug Mentre raccogliamo l’estate, stiamo già preparando l’autunno.
Mentre raccogliamo l’estate, stiamo già preparando l’autunno.
Oggi Patrick ci porta in campagna insieme a lui e ci racconta cosa fa in questi giorni e perché le insalate soffrono il caldo.
Patrick ha scelto di seguire le orme di suo papà Massimo e oggi anche lui lavora la terra. La sua azienda si trova a Sermoneta, a due passi dai Giardini di Ninfa.
In questo periodo l’orto è pieno di pomodori, zucchine, meloni e insalate. È bello vederli crescere, ognuno con i suoi tempi. Ma bisogna seguirli tutti e prestare la massima attenzione alle colture più delicate.
Vuoi sapere quali sono?
Senza dubbio le insalate.
Con questo caldo basta davvero poco perché soffrano. Bisogna stare molto attenti all’irrigazione: se sbagli i tempi o la quantità d’acqua, la pianta si brucia in un attimo.
Sono delicatissime e chi non fa questo mestiere probabilmente non lo immagina. Anche perché l’insalata è uno dei simboli dell’estate.
Le zucchine, invece, non sono delicate. Il problema è un altro: raccoglierle a mano su quattro ettari è una gran fatica. Ci vogliono circa quattro ore ogni giorno.
E la raccolta è solo una parte del lavoro. Bisogna preparare gli ordini, caricare il camion, trasportare gli ortaggi e ricominciare da capo il giorno dopo. È un lavoro continuo.
Con il caldo cambia anche il ritmo delle giornate. A fine giornata si arriva davvero stanchi e ci sono lavori che nelle ore centrali diventano quasi impossibili. Con il trattore, per esempio, d’estate a mezzogiorno non riesci a lavorare come fai in inverno. Bisogna organizzare tutto in funzione delle temperature.
Anche l’irrigazione segue gli orari del caldo. Nelle ore centrali è meglio evitarla e bisogna prestare molta attenzione ai trattamenti. Lo zolfo, ad esempio, con temperature elevate può provocare bruciature alle piante.
In questi giorni succede anche un’altra cosa. Nel pomeriggio si crea una cappa di umidità che favorisce lo sviluppo dei funghi. Per noi significa stare sempre all’erta e intervenire al momento giusto.
Mi piacerebbe far vedere cosa significa stare nell’orto a mezzogiorno o nel primo pomeriggio. Il caldo ti toglie il respiro. Molti lavori, a quell’ora, si fermano. Noi invece dobbiamo continuare. È in quei momenti che si capisce davvero cosa significa lavorare la terra d’estate.
C’è un’altra cosa che forse si immagina con difficoltà.
Mentre raccogliamo l’estate, stiamo già preparando l’autunno.
Nell’orto non ci si ferma mai. Mentre una coltura esce, un’altra sta già entrando.
In questi giorni continuiamo a trapiantare pomodori, meloni e insalate. Le insalate, in particolare, vengono trapiantate ogni dieci o quindici giorni, così da garantire una raccolta continua. Tra qualche settimana ricominceremo con i fagiolini e, subito dopo, arriverà il momento dei cavolfiori.