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L’Azienda agricola Caramadre: l’agricoltura biologica che guarda al futuro

L’Azienda agricola Caramadre: l’agricoltura biologica che guarda al futuro

È l’odore del terreno la cosa fondamentale. La terra ha un odore buono, questo è un altro elemento fondamentale: la terra deve sapere di buono.

Claudio Caramadre è l’amministratore unico di una cooperativa agricola medio piccola a gestione familiare, punto di riferimento per il biologico a Roma, che coltiva frutta e ortaggi: una produzione di alta qualità contraddistinta da un’intensa attività di studio e ricerca.  L’azienda si trova vicino l’oasi del WWF di Maccarese, nella riserva statale del litorale. Intorno solo coltivazioni a basso impatto ambientale: una bolla di 1000 ettari coltivati con il metodo biologico.

“Quando abbiamo deciso di convertire l’azienda al biologico ci siamo concentrati sul suolo: è lì che è racchiusa la vita! Per questo per il logo abbiamo scelto una talpa: un animale che vive sotto la terra. Quello che volevamo era  sottolineare il legame fortissimo che c’è tra cosa cresce sopra e la vitalità che è necessario ci sia al di sotto”.

Vitalità del terreno, rispetto degli ecosistemi, tutela della biodiversità in campo sono le parole d’ordine intorno alle quali ruota l’attività dei Caramadre, ma non c’è solo questo. Per Claudio, l’agricoltore ha un ruolo politico e sociale fondamentale. La sua attività è, infatti, legata a questioni cruciali e di enorme importanza: l’ambiente, la salute, il clima, il territorio, le relazioni economiche e sociali che si instaurano tra chi lavora per produrre cibo, chi lo commercializza e chi lo acquista. In questo senso, forse, è più facile comprendere l’importanza della gestione del suolo: un terreno sano e fertile è un lascito alle generazioni future, è la precondizione per avere cibo buono, è la base per conservare biodiversità e non è solo un fattore della produzione da cambiare una volta esaurito.

L’agricoltore è una specie di equilibrista: deve riuscire a produrre in armonia con la natura, senza predarla e annientarla, anzi rigenerandola. Per fare questo è fondamentale l’esperienza, anche quella storicamente tramandata, ma ancora di più la curiosità, la conoscenza in evoluzione, la sperimentazione e la ricerca di nuove soluzioni. Per Claudio l’agricoltura biologica deve essere una agricoltura ad alto contenuto innovativo: non si tratta di difendere un passato glorioso e incontaminato (che forse nemmeno esiste), ma di guardare avanti con la voglia di continuare ad imparare. È per questo che nell’azienda Caramadre la voglia di futuro si respira dappertutto: c’è la nuova generazione che ha deciso di rimanere in azienda e continuare sulla via aperta da Claudio, ci sono i tanti progetti avviati con le Università e gli istituti di ricerca, c’è la voglia di mettere in campo varietà di ortaggi meno diffuse, c’è la ricerca continua di soluzioni per rispondere al cambiamento climatico e il lavoro incessante affinché la terra continui sempre ad odorare di buono.

Il risultato del lavoro dell’azienda Caramadre lo trovi ogni settimana nella tua Zolla: che ne dici, ne è valsa la pena?