Melagrana o melograno?

Melagrana o melograno?

“Melagrana, si dice melagrana! Il melo, la mela; il pero, la pera; il melograno, la melagrana” mi dice Roberto, mentre io scatto le foto alle… melagrane. Effettivamente il suo discorso non fa una piega ed è confermato anche dalla Treccani.
Tutto questo per dire che è tutta una vita che lo chiamo melograno sbagliando, e continuerò a farlo anche in questo post.

Dunque, l’altra mattina è venuta a trovarci la signora Rita, dell’azienda agricola biologica “Il Castoro” che si trova sulle rive del lago di Martignano a pochi chilometri da Roma.
Lo scorso anno Rita e suo marito hanno deciso di dedicare 8 ettari dei loro terreni alla coltivazione dei melograni. Si sono fatti consigliare da un agronomo quali cultivar impiantare e sono partiti con due varietà la Mollar de Elche, molto dolce e succosa con i grani di color rosso pallido e i semi piccoli e molli e la Wonderful che ha invece grani di un colore rosso acceso e un sapore più agrodolce.

In questi giorni stanno raccogliendo la varietà Mollar, e fra qualche settimana inizieranno a raccogliere anche la Wonderful.
Per i prossimi due mesi, quindi, avremo a disposizione questo frutto: buono da mangiare spizzicando un grano alla volta, buonissimo per preparare delle spremute, ottimo nelle insalate.
Se vuoi farne scorta li trovi nel Mercato Libero (le spremute di melograno fanno iniziare la giornata con un piede diverso!) e allo Spaccio.