27 Mag Nesler – Cibo vivo
Nesler – Cibo vivo
“Diventa, dunque, obbligo morale e virtù creare lavorazioni a base di ceci, fave o lenticchie: tutti autoprodotti o ottenuti da contadini rispettosi della Terra e degli esseri umani. Ne voglio sempre verificare la provenienza, la presenza di trattamenti e il sapore. Faccio un lavoro minuzioso ma soddisfacente. E così funziona la mia produzione. È artigianale, piccola, curata e colma di energia”.
Si chiama Carlo Nesler, è bolzanino di nascita, ma la sua azienda agricola e il suo laboratorio “alchemico” si trovano a Viterbo. La sua passione per le fermentazioni è antica: da bambino era affascinato dalla trasformazione del pane e del vino. Da grande inizia a studiare e sperimentare da solo, poi incontra la permacultura e capisce che l’interesse per il cibo buono e per le fermentazioni è una sorta di vocazione. Così studia, sperimenta, prova e, nel 2016, nasce CibOfficina il primo laboratorio di cibi e insaporitori fermentati. Nel 2019 il progetto si arricchisce e si trasforma grazie alla presenza di Paolo Casadio e l’azienda prende il nome e la struttura attuale. Oggi la Nesler – Cibo vivo è un punto di riferimento per tutti gli interessati ai cibi fermentati: una specie di Università delle fermentazioni che raccoglie coloro che vogliono approfondire ed imparare queste antiche tecniche di trasformazione e conservazione dei cibi.
La fermentazione è, infatti, un metodo di conservazione interessantissimo e antichissimo che ha accompagnato l’uomo nel suo cammino evolutivo rendendo disponibili cibi e nutrienti anche in momenti in cui non erano accessibili in natura. L’atto della fermentazione, però, non è solo legato alla necessità di conservare i cibi, ma è anche un modo per renderli più digeribili e ricchi di nutrienti e oligoelementi. I microorganismi che ne favoriscono la trasformazione hanno, infatti, la capacità di rendere più facilmente assimilabili certi nutrienti, di potenziarne l’effetto, di arricchire il nostro microbiota intestinale vale a dire l’insieme dei microrganismi “buoni” che popola il nostro apparato digerente e l’aiuta a funzionare correttamente. Il cavolo cappuccio fermentato (ricchissimo di vitamina C) fu, ad esempio, un valido alleato dell’ esploratore James Cook contro lo scorbuto!
Nesler ha studiato e sperimentato queste antiche tecniche e le ha ripensate in chiave locale e moderna. I suoi fermentati sono realizzati senza usare soia, ogm o sostanze della chimica di sintesi. Non avrebbe senso produrre cibi con soia prodotta dall’altra parte del mondo, modificata geneticamente, cresciuta con i pesticidi e sfruttando il lavoro delle persone! Mangiare cibo buono e sano è un modo per prendersi cura di sé ed anche del mondo in cui viviamo. Nel laboratorio di Carlo vengono, dunque, lavorate materie prime autoprodotte con il metodo biologico o acquistate da aziende agricole vicine, conosciute, rispettose dell’ambiente e della salute dell’uomo. Le lavorazioni sono attente, lente e i prodotti che se ne ottengono unici, non standardizzati, con note e piccole variazioni che sono il risultato di un processo di lavorazione assolutamente artigianale.
Struttura Produttiva:
La Nesler è un’azienda agricola certificata biologica impegnata nella produzione di condimenti fermentati quali miso e shoyu a base di legumi e cereali locali. Dispone di un proprio laboratorio e di circa 7 ettari di terreni coltivati a cereali, legumi e su cui è presente un oliveto.
Filiera Produttiva:
I suoi fermentati sono a base di legumi (ceci, piselli, lenticchie), nocciole e cereali in gran parte autoprodotti o provenienti da aziende agricole vicine che lavorano la terra nel rispetto dell’ambiente e dell’uomo.
Certificazioni:
Certificato Biologico
Prodotti principali:
Cibi fermentati e salse fermentati quali miso e shoyu
Indirizzo:
Strada Sterpaio Snc Viterbo VT 01100