Racconto di campo: gara delle fragole da Biocaramadre

Racconto di campo: gara delle fragole da Biocaramadre

Sabato 9 giugno 2012, ore 10,30, il tempo non promette nulla di buono, ma per le attività che ci aspettano si rivelerà ottimale!

Siamo in 30, tra adulti e bambini.

Claudio Caramadre ci accoglie e ci racconta la storia della sua azienda agricola: molti anni fa Claudio utilizzava metodi tradizionali – “la chimica pesante”, come la chiama lui.

Nel 1998 decide di passare al biologico: sebbene i primi anni siano stati difficili, perché “disintossicarsi dalla quelle droghe non è un passaggio facile”, oggi è soddisfatto della scelta fatta.

Ci spiega qualcosa di molto interessante: l’agricoltura prima dell’impiego massivo della chimica aveva trovato un suo equilibrio  tra la fertilità del terreno, l’esistenza di infestanti e parassiti e la produzione dei suoi frutti.

Con l’introduzione della chimica questo equilibrio si è rotto e si è innestato un dannoso circolo vizioso: la chimica è efficace per migliorare la fertilità della terra e per tenere lontani i parassiti, ma per mantenere costante tale efficacia nel tempo, bisogna aumentarne di anno in anno tale impiego.

Fornisce ad ognuno di noi un cestino e ci porta ai bordi del campo di fragole, ci colpisce che il campo sia pieno di erbacce, e capiamo dalle sue parole che sono un pezzo importante dell’equilibrio di quel campo: gli insetti infestanti andranno sulle foglie delle “erbacce” e non rovineranno le nostre fragole!

A quel punto inizia la gara!

I bambini si intrufolano nei canali coltivati, quasi spariscono tra l’erba, salvo tirarsi su per far vedere ai genitori quanto è grande la fragola raccolta.

È il momento delle serre, passiamo per  il campo di meloni, i filari dei pomodori in 6 diverse varietà, e di peperoni e cetrioli.

Mentre l’ora di pranzo arriva e tutti si dirigono verso il pranzo organizzato dall’azienda, alcuni di noi fanno una piccola deviazione con Daniele, il nipote di Claudio . Siamo nella serra delle melanzane, di fronte ci sono le patate che hanno subito l’attacco di un parassita e ci invita a guardare con attenzione alcune foglie tutte smangiucchiate.

Effettivamente sopra campeggiano colonie di insetti, simili a coccinelle ma grandi quanto una monetina da 1 centesimo.  Come fate visto che non si posso usare pesticidi?

”Li togliamo manualmente ad uno ad uno”, risponde Daniele.

Lasciamo i campi per un’ottima bruschetta con il pomodorino“capriccio” (1 dell 6 varietà) e basilico, e tante altre pietanze a base di verdura coltivata in azienda!

Quanto abbiamo capito, ci fa apprezzare ancora di più il gusto e l’aspetto dei frutti che assaggiamo!