Tradizioni di famiglia

Tradizioni di famiglia

Da che io mi ricordo a casa nostra è sempre stato piantato lo stesso aglio, anno dopo anno.
Prima lo piantavamo solo per noi, per gli amici e i parenti. Mio suocero dice che è “avvelenato” perchè ha un sapore molto forte e zio Domenico con l’aglio ci si cura, dice che fa bene al sistema immunitario. Questa è la prima volta che lo coltiviamo per gli altri. Allora, per farlo bene, ho chiesto consiglio a mia madre, le ho chiesto a quale distanza mettere le piantine l’una dall’altra e a quale distanza mettere le file.”

Inizia così la mia chiacchierata con Mauro Marchetti dell’azienda Aluffi che incontro qui da Zolle, perchè oggi è venuto a consegnarci il suo aglio rosso. Ci mettiamo comodi sulle panchine fatte con i pallet da Daniele (l’autista del furgoncino di Zolle) e mi racconta.

L’idea di seminare l’aglio anche per noi è venuta a sua moglie Tiziana e quindi lo scorso novembre invece di metterlo solo nel loro orto lo hanno seminato su 1.500 metri di terreno. “Non ne avevamo mai piantato tanto, è stato un bel lavoro. L’aglio non ha bisogno di tante cure ma vanno estirpate le erbacce, è un lavoro che si fa di continuo e che noi abbiamo fatto tutto a mano, una bella fatica!”.
La semina inizia a novembre ma può protrarsi fino a febbraio, marzo, poi, tra luglio e agosto si raccoglie e si lascia asciugare all’aria. “Si può anche farlo seccare in campo, quello che è importante è che prenda aria, che perda l’umidità in modo che possa essere conservato bene senza il rischio che si generino muffe. Una volta asciugato si conserva in un luogo asciutto fino a gennaio – febbraio, poi germoglia nuovamente.”

Ogni anno a casa Aluffi si selezionano le piante migliori, gli spicchi più belli da seminare l’anno successivo. Un rito che si rinnova da sempre, “mi fa piacere pensare che attraverso questo aglio riviva una parte della storia della mia famiglia” mi dice Mauro quando gli chiedo che effetto gli fa condividere questa tradizione familiare con noi “io non so nemmeno come si chiama questo aglio. E’ aglio rosso, certo, ma non so se ha un nome specifico. Non so perchè mio nonno ha scelto proprio questa varietà invece che un’altra. Chissà, forse è arrivato da noi portato da un amico o forse è stato scelto perchè ha questo sapore intenso. Quello che so per certo è che questo aglio non è solo aglio, ma è una storia. Sono contento che dalla nostra montagna arrivi a Roma, in tante famiglie nuove””