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Tutta la squadra è a lavoro!

Tutta la squadra è a lavoro!

In queste settimane anche le aziende agricole con le quali collaboriamo hanno fronteggiato l’emergenza sanitaria cambiando il loro modo di lavorare e le loro abitudini quotidiane. Abbiamo chiesto a Marco dell’azienda agricola Pulicaro di raccontarci come ha affrontato questo periodo.

Il racconto di Marco

Le prime settimane sono state molto complicate: eravamo tesi, nervosi, qualcuno di noi era molto spaventato. La nostra squadra di lavoro è composta da persone diverse, di età diverse: il più grande ha 58 anni e il più giovane ha 27 anni. Ognuno ha la sua personalità e il suo modo di affrontare i problemi. Rimanere lucidi e sereni non è stato affatto banale. Poi, abbiamo dovuto capire come organizzarci concretamente e trovare un modo per impiegare anche chi si occupava del ristorante e dell’agriturismo (che ovviamente abbiamo chiuso). Per me, tenere tutti a lavoro era una questione di massima importanza. Non ci ho dormito la notte: non volevo lasciare a casa nessuno. Alla fine ce l’abbiamo fatta e io sono orgoglioso di questo risultato.
Non è stato semplice nemmeno reperire tutti i materiali che ci servono per lavorare. Abbiamo avuto problemi un po’ con tutto: prima sono sparite le mascherine, poi i guanti, in seguito è stata la volta degli imballaggi. Le confezioni da sei per le uova ancora non si trovano. Le uova livornesi che vi invio per la prima volta questa settimana sono confezionate solo in cartoni da quattro non certo per scelta.

Al momento quello che più mi pesa è l’incertezza per il futuro, non sapere cosa succederà e non poterlo nemmeno prevedere. Come sarà l’estate? Riapriremo l’agriturismo? Quanto e come lavoreremo? Per un’azienda agricola, per chiunque abbia un’attività, in realtà, queste sono domande fondamentali. Importantissime. Per me significa programmare il lavoro. Per ora, non abbiamo riferimenti e navighiamo a vista.