Una Food Policy per Roma

Una Food Policy per Roma

COMUNICATO STAMPA

Il Consiglio del cibo di Roma chiede l’approvazione della delibera sulla Food Policy per la capitale

Nella giornata mondiale dell’ alimentazione, oltre 50 associazioni, aziende, docenti universitari e ricercatori chiedono l’approvazione della delibera ferma da un anno, per dotare Roma di una strategia per l’agricoltura e il cibo sostenibile

ROMA, 16 OTTOBRE 2020 – Approvare subito la delibera ancora ferma nel cassetto che istituisce una politica del cibo (Food Policy) per la città di Roma. È la richiesta rivolta all’Assemblea Capitolina da oltre 50 tra associazioni, aziende agricole, personalità del mondo accademico e della ricerca scientifica riunite nel Consiglio del Cibo di Roma. La rete, che riunisce il mondo produttivo e la società civile impegnata nella promozione e nello studio dei sistemi alimentari sostenibili, è nata il 16 ottobre dello scorso anno con il lancio di una proposta di politica del cibo che rafforzi l’agricoltura romana, le filiere corte e i mercati territoriali, riduca gli sprechi alimentari e arresti il consumo di suolo, diffonda la consapevolezza della qualità del cibo, favorisca l’accesso dei giovani alla terra, migliori la gestione delle terre pubbliche e potenzi i canali pubblici di distribuzione del cibo, dalla refezione collettiva ai mercati rionali.
“Nei dodici mesi trascorsi, le richieste del Consiglio del Cibo sono state raccolte da maggioranza e opposizione che hanno approvato nelle Commissioni Ambiente e Commercio una delibera in cui si gettano le basi per dotare Roma metropolitana di una Food Policy – dichiarano i membri del Consiglio del Cibo – Tuttavia, sono mesi che chiediamo di approvare in aula questo provvedimento condiviso, ma le risposte non arrivano più”.
Eppure, la pandemia di Covid-19 ha mostrato come Roma abbia sofferto duramente delle difficoltà di accesso al cibo delle fasce più fragili della sua popolazione. Senza la mobilitazione delle reti della società civile e dei cittadini, che hanno raggiunto con aiuti alimentari, donazioni e sostegno quotidiano le più remote periferie, e senza il ruolo giocato dall’agricoltura di prossimità, che ha decongestionato i supermercati, l’amministrazione si sarebbe trovata in difficoltà molto maggiori.
Per il Consiglio del Cibo serve, oggi più che mai, “una politica del cibo che rafforzi i legami tra campagna e città, fra produzione e consumo, tra cibo e salute, migliorando tutti i canali di accesso al mercato per gli agricoltori del territorio e di accesso a un cibo di prossimità per i consumatori”.
Molte fra le più importanti città del mondo si sono attrezzate con una strategia alimentare, per far fronte a tante necessità: dalla lotta agli sprechi, all’educazione, dal supporto all’agricoltura contadina, al rafforzamento della distribuzione alternativa.
“Roma ha iniziato un cammino per mettersi al pari – spiega il Consiglio del Cibo – ma lo ha interrotto inspiegabilmente. Se c’è l’unità di intenti che abbiamo riscontrato, non vediamo il motivo per perdere altro tempo. Si approvi la delibera subito per dotare il Comune agricolo più grande d’Europa di una Food Policy che oggi serve più di prima”.

Le priorità per un cibo giusto ed ecologico

Con una politica del cibo, l’amministrazione ha l’opportunità di costruire una strategia complessiva che preveda azioni a breve, medio e lungo termine per rendere più sostenibile e resiliente il suo settore agroalimentare. Mentre si avvicina la tornata elettorale, tuttavia, questi temi rischiano di passare in secondo piano. Eppure alcune priorità potrebbero essere affrontate subito. Con questo obiettivo, il Consiglio del Cibo propone 3 punti urgenti per cambiare il sistema alimentare romano.

  1. Garantire l’accesso a un cibo sano e giusto, senza sprechi: è fondamentale potenziare la quota di prodotti locali nella refezione collettiva, aumentare l’educazione alimentare, sostenere con fondi pubblici la filiera della solidarietà e le esperienze di economia solidale come GAS, piattaforme di distribuzione alternativa, mercati contadini. Inoltre, va messa fine agli sprechi alimentari favorendo la redistribuzione delle eccedenze tramite il sostegno diretto al lavoro oggi in carico ad associazioni e volontari.
  2. Migliorare l’accesso alle risorse primarie e fermare il consumo di suolo: mettere a bando le terre pubbliche abbandonate per favorire il ricambio generazionale con l’ingresso nel mercato di giovani agricoltori, fermare la speculazione edilizia con obiettivo di azzerare il consumo di suolo.
  3. Potenziare le filiere corte: l’accesso dei produttori agricoli del territorio ai mercati rionali è minimo: in 127 mercati si trovano a malapena un centinaio di coltivatori diretti. L’amministrazione può fare molto per aiutarli a raggiungere il consumatore invece di vendere ai grossisti per prezzi inferiori.

“In questa giornata mondiale dell’alimentazione – conclude il Consiglio del Cibo di Roma – vogliamo dunque che vengano mantenuti gli impegni, ma anche offrire una prospettiva di lavoro immediata su alcune assi portanti del sistema alimentare dell’area metropolitana. Molte cose si possono fare subito, ma nel frattempo va approvata la delibera sulla Food Policy già in colpevole ritardo”.

Che cos’è il Consiglio del Cibo

Il Consiglio del cibo di Roma metropolitana è un’alleanza composta da associazioni, aziende agricole, personalità del mondo della ricerca scientifica e dell’Università, nata nel 2019 con l’obiettivo di promuovere l’adozione di una Food Policy per Roma.

Adesioni di enti, associazioni, organizzazioni, cooperative: Agricoltura Nuova S.C.S.A.I. | Associazione Botteghe del Mondo | Associazione Comitato Parco di Casal del Marmo | Associazione Romana Dottori in Agraria e Forestali | Associazione Terra! | Centro Internazionale Crocevia | Cooperativa Agricola Co.br.ag.or | Cooperativa Agricola Co.r.ag.gio | Cooperativa Sociale Agricola Parsec AgriCultura | Cooperativa Sociale Bene Comune | Cooperativa Sociale Capodarco | Cooperativa Sociale e di Comunità Campagna Sabina | Corso di studi in Scienze gastronomiche Roma Tre | Fairwatch | Fondazione Di Vittorio | Fondazione Ecosistemi | Global Shapers Rome Hub | GustoLab International | IN.N.ER (International Network of EcoRegions) | L’associata | Lands Onlus | Movimento Decrescita Felice Roma | Navdanya International | NeoSustainability | Officina 47 | Reorient Onlus | RES Ciociaria | Rete Italiana Politiche Locali del Cibo | Rete Romana Economia Sociale e Solidale | Risorse per Roma | Roma Salva Cibo – ReFoodGees | Slow Food Roma | Slow Food Youth Network Roma | Terra Nuova | Universitas Mercatorum | Le Zolle srl

Adesioni individuali: Elena Battaglini, Fondazione Di Vittorio | Alessandra Bonfanti, Legambiente | Giovanni Cannata, Univeritas Mercatorum | Aurora Cavallo, Universitas Mercatorum | Daniele Fattibene, Istituto Affari Internazionali / BCFN | Giulia Gallo, studentessa | Francesca Giarè, ricercatrice CREA | Andrea Giorgini, studente | Ancy Kollamparambil, studentessa | Franco La Torre, Risorse per Roma | Giacomo Lepri, agricoltore e antropologo | Lorenza Lirosi, studentessa | Roberta Magherini, Europrogettista freelance | Fridanna Maricchiolo, docente Università Roma Tre | Davide Marino, docente UniMol e Università Roma Tre | Manlio Masucci, Navdanya | Dalia Mattioni, ricercatrice | Giampiero Mazzocchi, ricercatore CREA | Lucilla Persichetti, ASVIS / Gruppo di Lavoro Cibo (SDG 2) | Roberta Sardone, ricercatrice CREA | Daniela Sciarra, attivista e ricercatrice | Roberto Sensi, ActionAid | Federica Sperti, ricercatrice | Ferdinando Suraci, Associazione Comitato Parco di Casal del Marmo | Simona Tarra, ricercatrice | Elena Tioli, giornalista